Campane

( Canta: Luciano Tajoli )
( Autori: B. Cherubini - E. Di Lazzaro - 1932 )

 

Originale


Muore lontano il sole sui campi in fiore,
e lo saluta il canto del mietitore
che ritorna al casolare,
dove brilla un focolare,
ed una testina bianca la sua fronte bacerà,
mentre nell'aria un vespro risuonerà.

Campane, che suonate ogni sera,
campane, come dolce preghiera
quel suono par che dica alle genti:
"Non invidiate le alcove dorate della città!"
Campane, ripetete a costoro
che la terra dei campi vale più d'un tesoro.

Cantano i bimbi e suona la Cattedrale,
in ogni casa è un albero di Natale.
Ma c'è un nido triste ancora
dove un bimbo piange e implora,
ha la mamma sua morente e in America è il papà.
Sente quel suono e invoca con ansietà:

Campane, non suonate stasera,
campane, c'è la mamma che spera,
e dorme, sogna il babbo lontano,
no, non suonate perchè la destate, lo cercherà.
Campane, è felice ogni cuore,
voglio solo una mamma che è più bella di un fiore.

Un piccino che piange e una mamma che muore!